Parodo

Un invito ai cittadini, ai registi e ai responsabili di imprese teatrali
(Perché? Per approfondimenti: http://bit.ly/2s20r0k)

carnevaleEventi concomitanti:

Martedì 11 aprile 2017, h 21.00 – Molo di Lilith – Via Cigliano, 7 – Torino
“Un carnevale per Sole e Baleno”: intervista all’autore dettagli

Venerdì 14 aprile 2017, h 21.00 – Osteria “La Credenza” – Via Walter Fontan, 16 – Bussoleno
“Un carnevale per Sole e Baleno”: presentazione del libro e dialogo con l’autore
– dettagli


“Un carnevale per Sole e Baleno”: PARODO di TEATROSUSTRADA.2017

Mercoledì 12 e giovedì 13 aprile 2017, h 16.00, 18.00 e 20.00 Torino, piazza Bodoni (in caso di pioggia sotto i portici di piazza Carlo Alberto)
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Chi lo vorrà potrà potrà costruire ulteriori sessioni della parodo di teatrosustrada.2017, concordando con il drammaturgo la sua presenza su una strada o una piazza o un edificio della propria città in un giorno delle settimane successive. Per farlo, è necessario scrivere a azionateempatieurbane@gmail.com
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In orari diversi, nello stesso luogo e per due giorni, si presenta il testo Un carnevale per Sole e Baleno (Edizioni SEB27) e si ragiona su strada sulle sue potenzialità e sulla storia che evoca.
Nella parodo di teatrosustrada.2017 la Compagnia Marco Gobetti propone un incontro reiterato di un drammaturgo con i cittadini; e con registi e responsabili (in ambito artistico, produttivo e amministrativo) di imprese teatrali con ampie possibilità distributive dei propri spettacoli.
Si propone l’incontro pubblico su strada fra l’autore di un testo (“Un carnevale per Sole e Baleno”) e artisti e produttori teatrali disposti a vagliare pubblicamente la possibilità e le modalità di un gesto politico preciso da compiersi attraverso il teatro e la poesia; un gesto che troverebbe un senso solo in una diffusione nazionale.
L’autore e la Compagnia non intendono promuovere un loro lavoro futuro: vorrebbero che altri – con le necessarie capacità e con intenti sinceri – affrontassero la messa in scena di “Un Carnevale per Sole e Baleno”.
Se lo spettacolo 1863-1992 | Di Giovanni in oltre – Storia d’Italia e di persone da Giovanni Corrao a Giovanni Falcone, riproposto nel prologo di teatrosustrada.2017 sotto forma di prova pubblica, è un esempio di come la Compagnia mise in scena uno spettacolo tramite la spettacolarizzazione dei meccanismi di produzione (sin dalla ricerca dei mezzi economici di partenza)  e di ogni sua fase di realizzazione, per “Un Carnevale per Sole e Baleno” si intende rendere pubblica la ricerca dei realizzatori, proprio per affidare poi il testo e l’operazione di produzione culturale ad altri: un passaggio di consegne partecipato, su strada.

“Un carnevale per Sole e Baleno” racconta la vicenda di due giovani anarchici, Sole e Baleno, che anni or sono furono accusati di un crimine enorme; accusa dalla quale furono assolti intempestivamente: erano nel frattempo morti suicidi. Sullo sfondo l’azione di parti deviate dello Stato – poi riconosciute colpevoli –, che approfittarono del nascente TAV e delle prime pulsioni NO TAV per mettere a segno uno fra i peggiori stratagemmi criminosi degli ultimi settant’anni. È una delle falle più taciute della nostra storia repubblicana, che il testo intende evocare per evidenziare analogicamente i rischi nel presente e la necessità perpetua di una ricerca incessante della verità: non è un caso che nel finale della pièce un vecchio valsusino, da sempre indifferente al TAV e recentemente passato al fronte NO TAV – perché espropriato del proprio terreno –, dica al bimbo con cui ha a lungo dialogato: «Non credere a una parola di ciò che ti ho detto. Cerca la verità.»

È un testo la cui messa in scena può sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del TAV e sulle ragioni della lotta contro il TAV, oltre che sulla necessità di quello sguardo penetrante verso l’intera contemporaneità appena descritto quale risultante analogica.
Tutto ciò grazie a un pezzo di storia del passato che, strappato all’esclusivismo di alcune nicchie dell’antagonismo, grazie alla poesia si farebbe mito nella conoscenza e nella coscienza popolare.

Nella post-fazione a “Un carnevale per Sole e Baleno”, Valentina Cabiale definisce fra l’altro la storia di quei due ragazzi un mito attuale, disperatamente moderno; e, dopo un’appassionante disamina, conclude:
Un carnevale per Sole e Baleno ridà umanità e dignità ai protagonisti di una tristissima vicenda, rendendola universale. Rappresenta Sole e Baleno in una forma che si oppone al giudizio negativo che la calunnia mediatica, su una base puramente “iconografica” (squatter, anarchici), ha emesso nei lori confronti al fine di criminalizzare, in ultima analisi, l’intero movimento no tav. In Un carnevale… Sole e Baleno sono ridotti all’essenziale e mandati altrove. Lì tutti stiamo già sognando. Siamo salvi.

Un testo dunque, la cui messa in scena può essere una sfida a progettare e compiere un’operazione “popolare alta”, foriera di novità e speranza.

Nota: la genesi del testo

Una prima versione del testo fu scritta per il bando NDN (Network Drammaturgia Nuova) – nell’ediz. 2014 a cura di Gabriele Vacis – ed era costituita dai soli sette quadri iniziali (da bando i testi partecipanti dovevano produrre una resa spettacolare di mezz’ora); premiato come miglior testo, debuttò a San Sepolcro, nell’ambito dell’edizione 2014 del Kilowatt Festival, sotto forma di lettura scenica.
Il testo venne poi rivisto e ampliato dall’autore, andando a costituire strumento per uno spettacolo completo nella versione attuale (mai rappresentata) pubblicata per i tipi di SEB27:  Un carnevale per Sole e Baleno di Marco Gobetti, post-fazione di Valentina Cabiale, immagine in copertina di Tania Tavazzani.

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L’azione su strada avviene in base alla legge regionale 15 luglio 2003, n. 17  e alle integrazioni normative adottate dai Comuni del territorio piemontese nello spirito della legge stessa; oltre che in forza del DPR. del 28 maggio 2001 n. 311, che all’articolo 6 abrogò i commi primo e secondo dell’art.121 del TULPS (in base ai quali dovevano essere effettuate le richieste di iscrizione al Registro dei Mestieri Girovaghi e le richieste di permesso per le esibizioni).

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